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Farina di Neccio della
Garfagnana
D.O.P. Ortofrutticoli e cereali
Reg. CE n. 465 del
12.03.04 GUCE L. 77 del 13.03.04
AREA DI PRODUZIONE
Toscana Lucca
Il vocabolo "neccio" nella zona della Garfagnana assume il
significato di "castagno" ed ha origini molto antiche. La
coltivazione del castagno da frutto in Garfagnana ha inizio
intorno all'anno mille quando, per far fronte al crescente
incremento demografico, si misero a coltura vaste aree incolte e
si ebbe così l'affermarsi del castagno, l'albero del pane. La
coltura del castagno in lucchesia andò sempre più diffondendosi,
grazie anche all'innesto delle cultivar più idonee alla
produzione di farina, tanto che in Garfagnana ben presto il suo
frutto divenne fonte principale di sostentamento per la
popolazione.
L'essiccazione delle castagne è storicamente fatta nei metati
cioè in strutture atte a contenere le castagne per
l'essiccazione. A noi oggi i metati sono pervenuti come
costruzioni in muratura, generalmente sparsi nei castagneti, di
ampiezza variabile, a metà altezza divisi da un solaio a stecche
di legno poste una vicino all'altra, il "canniccio", sopra il
quale vengono stese le castagne. Sotto si fa un fuoco leggero,
senza fiamma, con ciocchi di castagno; il fumo salendo
attraverso le castagne le asciuga lentamente, per circa 40
giorni, rendendole pronte per la sgusciatura e la macinatura.
Nella sola Garfagnana sino agli anni '50 i metati erano più di
7000, mentre i mulini, per la macinatura delle castagne secche,
circa 250.
La coltivazione del castagno in Garfagnana interessa circa 5000
Ha, nella fasce altimetriche che vanno dal fondovalle fino a 900
m s.l.m., su terreni acidi o subacidi, utilizzando le seguenti
varietà: Carpinese, Pontecosi, Mazzangaia, Pelosora, Rossola,
Verdora, Nerona e Capannaccia; tutte varietà adatte ad essere
trasformate in farina, conferendogli, ognuna di esse,
particolari caratteristiche di sapore e gusto. La produzione
massima ammessa è di 3500 Kg ad ettaro.
La Farina di Neccio della Garfagnana si presenta finissima al
tatto e al palato, di colore variabile dal bianco all'avorio
scuro e con odore tipico delle castagne. Tra le ricette tipiche
troviamo infatti la polenta di farina di neccio, i manafregoli
(farina di neccio cotta con il latte), il castagnaccio (pizza al
forno ottenuta con farina di neccio, olio, noci e pinoli) e, per
concludere, quello che potremmo definire il pane della
Garfagnana che prende, appunto, il nome di "neccio" ed è
prodotto con farina, acqua e sale.
Area di produzione
La zona di produzione comprende le aree dei Comuni della
provincia di Lucca di seguito elencati: Castelnuovo di
Garfagnana, Castiglione Garfagnana, Pieve Fosciana, San Romano
di Garfagnana, Sillano, Piazza al Serchio, Minucciano,
Camporgiano, Careggine, Fosciandora, Giuncugnano, Molazzana,
Vergemoli, Vagli, Villa Collemandina, Gallicano, Borgo a
Mozzano, Barga, Coreglia Antelminelli, Fabbriche di Vallico,
Bagni di Lucca.
Fonte:
http://www.regione.toscana.it
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