Il
“Pomodorino del Piennolo del Vesuvio DOP” è uno dei prodotti
più antichi e tipici dell’agricoltura campana, tanto da
essere perfino rappresentato nella scena del tradizionale
presepe napoletano.
In realtà, in diversi territori della Campania, esistono
raggruppamenti di ecotipi con bacche di piccola pezzatura, i
cosiddetti “pomodorini”, che si distinguono tra loro per
tipicità, rusticità e qualità organolettica. I più famosi da
sempre sono però quelli tuttora diffusi sulle pendici del
Vesuvio. Il “Pomodorino del Piennolo del Vesuvio DOP”
raggruppa vecchie cultivar e biotipi locali accomunati da
caratteristiche morfologiche e qualitative più o meno
simili, la cui selezione è stata curata nei decenni dagli
stessi agricoltori. Le denominazioni di tali ecotipi sono
quelle popolari attribuite dagli stessi produttori locali,
come “Fiaschella”, “Lampadina”, “Patanara”, “Principe
Borghese” e “Re Umberto”, tradizionalmente coltivati da
secoli nello stesso territorio di origine.
Le caratteristiche
distintive, a livello tecnico-mercantile, del prodotto
ammesso a tutela sono:
allo stato fresco: frutti di forma ovale o
leggermente pruniforme con apice appuntito e frequente
costolatura della parte peduncolare, buccia spessa di colore
rosso vermiglio, pezzatura non superiore a 25 g, polpa di
consistenza elevata e di colore rosso, sapore vivace intenso
e dolce-acidulo;
conservato al piennolo: colore della buccia rosso
scuro, polpa di buona consistenza di colore rosso, sapore
intenso e vivace. I “piennoli” o “schiocche” presentano un
peso, a fine conservazione, variabile tra 1 e 5 chilogrammi